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Trentino Trasporti S.p.A.
 

Prosegue il processo di decarbonizzazione del trasporto pubblico

L’azienda di trasporto pubblico della Provincia Autonoma di Trento sta introducendo gli autobus a metano anche sull’extraurbano.

I risultati del biometano a Trento

A luglio 2023 sono trascorsi due anni dall’inizio della fornitura di biometano per gli autobus della città di Trento.

Il combustibile rinnovabile deriva dall’impianto di BioEnergia Trentino di Cadino (TN) che tratta i rifiuti organici e il verde urbano provenienti dal territorio provinciale. Il rifiuto viene sottoposto ad un processo di pretrattamento che consente di allontanare da esso le impurità che ancora oggi finiscono impropriamente nell’umido. A seguito di questa fase viene avviato a digestione anerobica.

Il processo di digestione anaerobica in assenza di ossigeno consente la produzione di biogas che viene convogliato verso un sistema di cogenerazione producendo in modo combinato energia elettrica e calore. L’energia elettrica viene ceduta in rete. L’energia termica è utilizzata nel processo industriale di digestione anaerobica che avviene ad una temperatura di circa 55 °C.

Dal primo luglio 2021 una parte di questo biogas prima utilizzato esclusivamente per la produzione di energia viene avviata ad un moderno impianto di purificazione che estrae dal biogas il biometano contenuto e poi avviato ad un sistema di compressione in grado di immetterlo fisicamente nel metanodotto che serve anche la città di Trento.

Questo biometano viene utilizzato per la propulsione degli autobus di Trentino Trasporti che operano nella città di Trento. Nei primi due anni di servizio (luglio 2021 – giugno 2023) gli oltre 11 milioni di chilometri svolti nel comune di Trento sono stati percorsi per oltre il 51% a metano; il fabbisogno è stato coperto al 97% dal biometano. Inoltre, l’utilizzo del biometano ha ridotto di 7.000 tonn l'immissione in atmosfera di CO2 e i consumi energetici del 5%.

Il biometano è un combustibile rinnovabile in quanto la CO2 non proviene da fonti fossili ma da rifiuti organici tramite la filiera della raccolta differenziata.

A Trento circolano oggi circa 90 autobus urbani a metano e la società sta inserendo la trazione anche nel trasporto extraurbano.

I nuovi mezzi a metano per l’extraurbano

Si tratta di 5 Iveco Crossway CNG, lunghezza 12 m acquistati con finanziamento nell’ambito del Piano Operativo del Fondo Sviluppo e Coesione Infrastrutture 2014-2020.

Gli autobus sono equipaggiati con elevatore elettrico per il sollevamento di passeggeri su sedia a rotelle. Hanno una capacità di trasporto passeggeri che varia da un massimo di 71, di cui 52 seduti e 19 in piedi (con postazione carrozzella non occupata) a un minimo di 68, di cui 52 seduti, 15 in piedi e 1 in postazione carrozzella. Sono mossi da un motore FPT Cursor 9, cilindrata 8,7 litri, 264 kW, cambio automatico a sei rapporti con retromarcia e rallentatore integrato. Serbatoi metano costituiti da n. 4 bombole tipo CNG 3 da 320 litri ciascuna per un totale di 1280 litri.

La dotazione del veicolo comprende inoltre illuminazione interna ed esterna Full-LED e sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici.

Sul veicolo è stato installato un sistema di conteggio passeggeri con dispositivi di rilevamento persone posizionati in corrispondenza della porta anteriore e centrale.

Uno dei veicoli sarà in visione presso la giornata del 40° dei Vigili del Fuoco sabato 14 ottobre a Storo.

I veicoli riportano la dicitura “Biometano” con il logo studiato appositamente per distinguerli dagli analoghi diesel.

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